TOCCARE CON MANO IL CAMBIAMENTO




Ad un anno dal Covid siamo ancora in lockdown!


E questo continuo spostare la soglia delle riaperture e delle condizioni di libera circolazione mina la serenità psicologica, professionale e familiare di tutti. Sembra di non essere più liberi di decidere, di intraprendere i propri progetti di vita o di portare avanti quelli che si erano cominciati. Molte persone con cui ho parlato e che ho incontrato hanno dovuto trasferirsi, altre hanno chiuso le proprie attività professionali, altri hanno cambiato totalmente attività. Alcune famiglie si sono ricomposte, altre si sono divise.


Il lutto della libertà, che il covid provoca da ormai un anno, sta inevitabilmente creando ancora più incertezza rispetto la possibilità di prendere con mano i propri progetti, le proprie intenzioni di vita e i propri cambiamenti.

Il “toccare” con mano non è mai stato così distante come oggi! Il distanziamento sociale diventa così una modalità a specchio che può distanziarci anche da noi stessi.


Ma come reagire a questa grande incertezza?


Diciamo che se a lungo si sono procrastinati progetti personali di vita o se erano presenti in ambito lavorativo, così come anche in quello personale e familiare, difficoltà, resistenze o sofferenze emotive, sicuramente il lockdown ha esacerbato ogni minima difficoltà aumentando la lente di ingrandimento sui problemi di ogni individuo. E allora penso che questo sia il momento più propizio, unico e imprescindibile, per re-agire. Si, bisogna agire! Bisogna mettersi in gioco su ogni aspetto della propria vita, perché lo status quo delle cose, dettato dalla grammatica sociale della “certezza”, adesso non esiste più. E, forse, non è mai esistita. E’ forse arrivato il momento di renderci conto dell’investimento sbagliato di massa e di mentalità che è stato fatto per almeno un cinquantennio. Una mentalità che è stata a lungo portata avanti, anche quando già anni fa iniziava a dare segni di sofferenza, e di inadattabilità sociale, politica ed economica, e che ha permeato per troppo tempo dall’ambito formativo (nelle scuole e nel sistema di istruzione) quanto anche al nostro sistema giuridico che ha trovato la soluzione “tampone” di uno Stato troppo assistenzialista, che ha prediletto sostenere il singolo anziché aiutarlo a sostenersi.


Adesso l’umanità, ma ancora più nello specifico, le realtà politiche e sociali hanno la responsabilità immane, e non immune, di doversi prodigare a fare ciò per cui sono stati chiamati ad operare: ovvero dare una direzione. Decidere e agire. Una direzione che non solo deve essere coordinata e voluta al di là dei colori politici, che abbiamo notato che dividono anziché unire, ma che deve anche essere proattivamente voluta, desiderata e ricercata anche dai singoli che, grazie a questa empasse, hanno la straordinaria possibilità di evolvere e di evolversi, cambiando vita, modo di pensare e di agire. Un’occasione che parte da ognuno di noi e che - se abbracciata - potrebbe determinare il cambiamento di una nuova era e, soprattutto, di mentalità. Ognuno di noi è messo davanti ad un bivio che rappresenta una grande sfida interiore oltre che esteriore: “cercare la sicurezza attorno a sé oppure essere sicuri di ciò che si vuole”? Reagiamo, reagiamo, reagiamo!


Dott. Gianluca Mineo


#lockdown #psicologia #gabrieledavide

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